Julia's profileUna scrittrice da Venere...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 28

    Pioggia di maggio

    "Non è così difficile - mi dico - basta trovare il lato positivo in tutte le cose, no?". Già il lato positivo! Vorrei proprio sapere il lato positivo in tutto quello che sta succedendo intorno a me. Appoggio la testa sulle mani incrociate. Lascio i miei pensieri liberi di andarsene, di percorrere quel solito tunnel nero di paure. La testa si fa pesante, come i macigni che mi piegano leggermente il cuore sotto l'enorme massa di preoccupazioni. Il tempo - quello atmosferico intendo - non aiuta: al Sud temperature estive ed un sole splendido. Al Nord ovviamente pioggia, pioggia, pioggia da settimane. Mi domando che fine abbia fatto quell'enorme palla di calore che riempiva i miei pomeriggi di aprile, quando scappavo dopo il lavoro a mettermi sul balcone per abbronzarmi un po'. Diciamo anche per scaldarmi le "mie vecchie ossicine" eheh!

    Invece i miei gelsomini quest'anno ancora non si aprono, anzi stanno annegando sotto le esagerate quantità di acqua. Hanno il capino giù, tristemente reclinato, forse mi immedesimo in loro. Le giornate passano, non si può dire altrimenti, ricche di impegni e di una giusta dose di stress (perchè male non fa!). Ma passare non vuol dire: "Ho che bella giornata ho avuto!". Passare vuol dire passare e basta. Non sono giornate da segnare con una pietra bianca come facevano gli antichi romani. E stasera invece...

    Una sorpresa, una sorpresa davvero bella! Proprio quando non ti aspetti più niente, quando... beh si è in pigiama quasi pronti a gettarsi tra le braccia di Morfeo, ecco spuntare una deviazione al solito percorso quotidiano. Ovviamente l'ho colta al volo, mi sono inebriata di questa serata tra lampi all'orizzonte ed un venticello strano e caldo che faceva muovere il grande albero davanti alla macchina. Basta parlare, basta solo ridere, basta solo mangiare qualcosa insieme e la vita prende un senso. La vita ti molla dal giogo che ti stringe forte e ti infonde sicurezza. Straordinariamente ti "lascia stare".

    Anche se stanotte ci sarà il temporale, so che il fulmine non colpirà il mio nido, né lo intaccheranno le gocce insistenti. Sarà al riparo e io dentro di lui.

    Ora vado davvero a nanna... dolce notte.

    Julia.

    (ps: la mia pietra bianca ha segnato questo giorno.)

    pioggia

    May 19

    Domanda...

    Scusate ho un altro pensiero notturno. Stavo ascoltando questa bellissima canzone country e viaggiavo nel tempo tra ricordi di diari con le pagine umide; di pezzi di carta custoditi gelosamente quasi racchiudessero tesori inestimabili del cuore; di momenti in cui una spalla amica valeva più di qualsiasi cosa; di parole che la gola non riusciva a dire tanto era chiusa dalla rabbia, dal dolore,  sicuramente adesso ogni emozione uscirebbe come un torrente in piena davanti alla faccia di chi mi ha fatto stare male.

    Anni in cui l'età voleva dire tantissimo; anni di discoteche e di ritorni assonnati alle quattro di mattina. Anni in cui ero diversa, il mio cuore soffriva forse quasi come il sentimento che trapela da questa canzone. E ora mi vengono in mente tante domande da pormi, da porre, da porvi... Eppure ciò che mi incuriosisce è questo: Hai mai sofferto tanto quanto me? No, lasciamo stare, tempus fugit sicut umbra e non servirebbe più a niente sapere. Certo, sarebbe una piccola, ma grande rivincita.

    Adesso è meglio che vado tra le braccia di Morfeo, mi cullerà in dolci sogni e non in incubi e ferite. Sono più forte ora, sono più donna ora.

    Achy Breaky Heart di Billy Ray Cyrus

    You can tell the world you never was my girl,
    You can burn my clothes up when I'm gone,
    You can tell your friends
    just what a fool I've been,
    And laugh and joke about me on the phone.
    You can tell my arms go back to the farm,
    You can tell my feet to hit the floor,
    Or you can tell my lips to tell my fingertips,
    They won't be reaching out for you no more.
    But don't tell my heart,
    My achy breaky heart,
    I just don't think he'd understand.
    And if you tell my heart,
    My achy breaky heart,
    He might blow up and kill this man.
    Ooooooo
    You can tell your Ma I moved to Arkansas,
    You can tell your dog to bite my leg,
    Or tell your brother Cliff
    whose fist can tell my lip,
    He never really liked me anyway.
    Or tell your Aunt Louise,
    tell anything you please,
    Myself already knows I'm not O.K.,
    Or you can tell my eyes to watch out for my mind,
    It might be walking out on me today.
    But don't tell my heart,
    My achy breaky heart,
    I just don't think he'd understand.
    And if you tell my heart,
    My achy breaky heart,
    He might blow up and kill this man.
    Oooooo
    But don't tell my heart,
    My achy breaky heart,
    I just don't think he'd understand.
    And if you tell my heart,
    My achy breaky heart,
    He might blow up and kill this man.
    But don't tell my heart,
    My achy breaky heart,
    I just don't think he'd understand.
    And if you tell my heart,
    My achy breaky heart,
    He might blow up and kill this man.
    He might blow up and kill this man.

    amore12

    May 13

    My job is my communication

    Tutto il giorno mi trovo a contatto con persone che non conosco. Non so che faccia abbiano o verso quali interessi siano più predisposti. Devo utilizzare l'immaginazione, far scattare una molla che li faccia sentire in sintonia con me.  Capire,  com-prendere, decidere e proporre. Non è facile, devi essere predisposta al contatto umano, alle mille strategie di comunicazione che spesso nella realtà odierna si dimenticano.

    Quante volte un passeggero di un autobus di dice "buongiorno" o un passante ti sorride così, solo perchè ci si è sfiorati per un attimo con gli occhi. Poche? Molteplici? Ogni ora del nostro tempo è fatta di incontri, spesso sono bagliori di un millesimo di secondo, altre volte sono più duraturi come luci che non si spengono così facilmente.

    L'altro giorno uno scrittore al Salone del Libro di Torino mi ha detto che per scrivere bene bisogna vivere, non vivere in minuscolo ma VIVERE  a lettere cubitali, sottolineo io.  Provare ciò che la gente prova, divertirsi con il mondo così il mondo si diverte con te (questo me l'ha detto un'altra grande persona che ringrazio per i mille consigli che giornalmente mi dà). Essere nella pelle degli altri, soffrire, ridere, innamorarsi, provare le stesse emozioni che chi ci circonda prova. Così si è vincenti! E ho scoperto che anche la timidezza è un ottimo mezzo per in-contrarsi.

    Sembra un circolo vizioso, nel senso che se togliamo le barriere ai nostri confini ci sentiamo invadere da mille sensazioni diverse che ci possono far soccombere. Giusto, ma basta solo che si entri in sintonia ed il gioco è fatto. Intorno a me la situazione non è piacevole persone care stanno male, ma è meglio regalare loro un sorriso, dimostrarsi forti per riuscire a donargli la speranza di un giorno più bello di quello che sta vivendo adesso.

    La COMUNICAZIONE una parola, un verbo COMUNICARE che si devono riscoprire. Chi mi conosce bene sa quanto tempo io "sprechi" a parlare: una macchinetta di pensieri... Ovviamente la mia dote naturale, no?

    Notte popolo di navigatori comunicanti!

    Julia.

    animaliferoci08

    May 06

    Il primo battito

    Chissà perchè da qualche giorno penso ad un incontro speciale. Ad un incontro di occhi, di sorrisi e di labbra increspate. Di attenti studi di movimenti e di sensazioni. Ad un ballo lento su di una vecchia canzone. Ad un cielo pieno di stelle e di occhi chiusi che non le possono vedere. Di abbracci rubati e di scoperte.

    Dicono che un tempo eravamo esseri doppi, ma che per un destino capriccioso ci hanno diviso. La difficoltà sta solo nel trovarsi, nel ricomporre quell'antico corpo mitico. Eppure non è così semplice, temo che abbiano spaccato la nostra anima in dieci, cento, mille pezzi e noi continuiamo ad affannarci alla ricerca delle componenti mancanti. Li puoi ritrovare in persone che ti attraggono perchè simili a te, ma con età, carattere, aspetto così diverso che neanche immagini e ti stupisci sorridendo per questa casualità.

    Certo è che è un bel pasticcio... Mi spiegate come si fa a raccogliere le piccole schegge di uno specchio rotto senza mai ferirsi leggermente le dita? La ferita deve sempre esserci è una legge, solo quanto può valere tutto ciò?

    Cari amici e amiche, la vostra scrittrice, sognatrice e principessa ha il cervellino che pensa troppo che per il troppo uso prima o poi fonderà... I pensieri a certe ore della notte volano via, si accavallano e si ritrovano nel mondo dei sogni, dove solo lì una principessa può veramente essere tale.

    Dolce notte a tutti voi... Dolce buongiorno a tutti voi.

    Julia.

    principessa